Pubblichiamo il video dell’evento di premiazione on line - che si è tenuto il 25 marzo - in cui Deco S.p.A. è stata proclamata vincitrice della dodicesima edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2020 (SERR) con l'azione “Regala un’altra vita agli oggetti usati su www.riusogreen.com” .

Dal minuto 20.15 parlano di noi.

The winner is....Riusogreen.com :D 

Buona visione buon riuso.

VIDEO DELLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

 

Riusogreen.com è stato selezionato tra le migliori azioni SERR2020 (Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti) sulle 3.473 azioni registrate a livello nazionale.

Un riconoscimento che ci rende davvero felici.

Riusogreen.com è stato valutato tra i progetti più meritevoli in Italia dal comitato promotore nazionale del Premio, di cui fanno parte: Ministero della Transizione Ecologica, UNESCO, Utilitalia, Città Metropolitana di Torino, Legambiente, Regione Siciliana, ANCI e AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale).

Giovedì 25 marzo si terrà la cerimonia in cui verrà nominato il vincitore tra i tre selezionati per ogni categoria di appartenenza, ma per noi di Riusogreen essere arrivati in “finale” e tra i migliori tre è già una grande vittoria.

Vogliamo condividere con voi l’azione che abbiamo promosso per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti e che, naturalmente, non si è esaurita in quei giorni, ma è di fatto un progetto permanente, possibile grazie a Deco S.p.A.

W il Riuso. Sempre!

Questa è la descrizione dell'azione inviata al premio!

REGALA UN’ALTRA VITA AGLI OGGETTI USATI SU RIUSOGREEN.COM

Riusare è un bel gesto per il cuore e per l’ambiente. Su questa convinzione nasce www.riusogreen.com, il portale web finalizzato a favorire la pratica del riuso attraverso lo scambio gratuito di oggetti inutilizzati, volto a contrastare il concetto dell’usa e getta.

Il progetto è di Deco S.p.A., azienda leader nei servizi ambientali, ha l’obiettivo di mettere in rete una comunità di persone disposte a regalare i propri oggetti inutilizzati con una doppia finalità: quella ambientale, al fine di ridurre la quantità di rifiuti e la produzione di oggetti,  e quella solidale, donando a chi ne ha bisogno.

L’utente, dopo essersi registrato seguendo una procedura semplicissima, pubblica una foto ed una descrizione dell’oggetto di cui deve liberarsi e chi ne ha bisogno può mettersi in contatto con lui, attraverso il portale, e concordare le modalità di ritiro dello stesso. Sia la registrazione dell’account che la pubblicazione dell’annuncio, oltre che la prenotazione dell’oggetto, sono assolutamente gratuite.

Il progetto si colloca anche nel consolidato impegno di Deco  S.p.A. nel sociale, grazie alla presenza sul portale della sezione No Profit – Riuso solidale. Con essa Deco S.p.A. ha voluto dedicare uno specifico spazio ad Associazioni ed Enti senza scopo di lucro che possono aprire una propria pagina ed avere sempre in maniera assolutamente gratuita una sezione dedicata alle loro richieste di aiuto, affinché gli utenti possano rispondere con un gesto solidale.

Questa sezione della piattaforma ha anche l’obiettivo di dare risalto alla stretta connessione che esiste tra sostenibilità  e solidarietà. Prendersi cura dell’ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile significa anche prendersi cura delle persone meno fortunate. E di questo Deco S.p.A. ne è profondamente convinta.

L’azienda, per dare il buon esempio, grazie proprio alle richieste di alcune no Profit ha regalato Pc perfettamente funzionanti ma inutilizzati, perché divenuti obsoleti per le esigenze lavorative.  

Con Riusogreen.com, dunque, il riuso diventa una pratica semplice ed immediata per contrastare lo spreco e disincentivare lo smaltimento di oggetti che possono continuare a vivere e ad essere utili per altre persone ed anche ad organizzazioni solidali che si prendono cura dei più deboli.

Se avete oggetti da regalare o se vi volete registrate come onlus o associazione no profit, visitate il sito www.riusogreen.com ed entrare a far parte della grande comunità del riuso solidale.  

Sushi, hamburger, aperitivi pronti e l’immancabile pizza del sabato sera. Ad un anno dalla diffusione della pandemia, sempre più italiani (e non solo) ordinano cibo a domicilio o da asporto, organizzando cene e pranzi tra le mura domestiche.

Una tendenza imposta dalla chiusura dei ristoranti e che sta segnando sempre più nuovi comportamenti di acquisto e di consumo nel settore food-delivery.

Come aumentano le richiese di cibo a domicilio, così aumentano anche i vari packaging che devono contenerlo e che dovranno, poi, essere smaltiti.

Si pone, dunque, anche la questione dell’impatto ambientale dell’imballo da asporto.
Una recente ricerca commissionata da Pro-Carton ha fatto emergere una grande attenzione degli italiani alla sostenibilità del packaging, rilevando anche la disponibilità della maggioranza del campione intervistato a pagare un prezzo maggiore purché i contenitori messi a disposizione siano riciclabili.

Gli imballaggi devono necessariamente rispondere a determinati requisiti: devono essere progettati per proteggere in sicurezza il cibo che contengono, pratici e facilmente trasportabili, igienici e tali da mantenere intatti le proprietà del contenuto e rispondere anche alle aspettative dei clienti. Tutte queste caratteristiche si devono declinare in maniera tale da minimizzare l’impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita.

Cosa significa?

Sicuramente – secondo il CONAI - utilizzare tecnologie e buone pratiche non impattanti sull’ambiente, essere composto da materiali sostenibili originati da cicli industriali che comprendano il recupero e l’utilizzo dei rifiuti e dei prodotti di scarto, e allo stesso tempo essere progettato per ottimizzare le risorse necessarie alla sua produzione, al fine di ridurre per esempio il consumo di energia. 

In altre parole, i produttori che scelgono di utilizzare i materiali sostenibili mediante fonti rinnovabili che vanno dalle materie plastiche biologiche e biodegradabili, al cartone proveniente da foreste certificate ai materiali idrosolubili o addirittura edibili, potranno riscontrare anche un beneficio economico e di posizionamento sul mercato.

Sono scelte su cui si sta lavorando molto, perché su larga scala possono riscontrare una serie di ostacoli, ma che sono il segno di un cambiamento in atto irreversibile.

La sostenibilità si sta affermando come vantaggio non solo ambientale, in diversi settori della nostra quotidianità, ma rappresenta sempre di più un investimento per le società che puntano anche ad una crescita economica. 

 

Più 40% di richieste da parte di famiglie in difficoltà, ma anche un sensibile aumento di donazioni delle realtà agroalimentari,con un incrementato del 50% di recupero di cibo da parte  del Banco Alimentare Abruzzo.     

Così Antonio dionisioDionisio (in foto), presidente del Banco Alimentare in Abruzzo,  descrive l'anno segnato dalla   pandemia da coronavirus che, se da un lato ha acuito la povertà alimentare, dall’altro ha incrementato una   coscienza anti- spreco.

 In occasione della Giornata contro lo Spreco Alimentare  - che ricorre proprio oggi, 5 febbraio - il Presidente Dionisio racconta a Riusogreen.com l'impegno quotidiano del Banco Alimentare a recuperare le eccedenze di  cibo e a redistribuirle attraverso una rete di enti e soggetti caritatevoli a chi ne ha bisogno

Presidente, può darci una fotografia sullo spreco alimentare in Abruzzo?
Nonostante alcuni tentativi, ad oggi non esistono dati scientifici su questo fenomeno in Abruzzo. Quello che possiamo dire è che nella filiera agroalimentare si spreca ancora molto, per ragioni spesso banali, come errori di etichettatura, campagne promozionali finite, non rispondenza del prodotto a standard qualitativi, come nel caso del calibro della frutta.

E nel 2020, le eccedenze alimentari sono state ancora di più, soprattutto a causa delle dinamiche connesse al lockdown per la pandemia. Non a caso, come Banco Alimentare abbiamo incrementato del 50 per cento il cibo recuperato l’anno scorso, per poi redistribuirlo alle persone in difficoltà.

Chi si rivolge al Banco Alimentare e perché?
Il Banco Alimentare Abruzzo si relaziona direttamente con una rete di 215 enti caritatevoli in Abruzzo e Molise: parrocchie, associazioni di volontariato, Caritas, Comuni, mense per i poveri e via dicendo. Noi doniamo a loro il cibo, che a loro volta lo donano alle persone bisognose: oltre 36 mila nelle due regioni.

Avete riscontrato un aumento di richieste nel corso della pandemia da Covid-19? È aumentata la povertà alimentare?
Possiamo tranquillamente affermare che l’aumento delle richieste è stato di almeno il 40%, sicuramente connesso ad una povertà alimentare crescente anche in Abruzzo e Molise.

Se da un lato la pandemia ha acuito la povertà alimentare, dall’altro ha ridotto gli sprechi? Le persone sono più attente?
Difficile dire se sono cambiati o meno gli stili di vita, cosa che è comunque auspicabile. Sicuramente abbiamo assistito ad un fenomeno significativo: sono state davvero numerose le aziende agroalimentari che sin dall’anno scorso si sono rivolte al Banco Alimentare per donare le loro eccedenze.
Questo vuol dire che è aumentata la consapevolezza che esiste un’alternativa allo smaltimento del cibo in eccedenza, ed è quella che offriamo noi quotidianamente: ridoniamo nuova vita a cibo buono e non deperito, con grande beneficio delle tante, troppe persone che faticano ad arrivare a fine mese.

Come fate e recuperare il cibo che andrebbe “sprecato”?
Il Banco Alimentare è il luogo di incontro tra due realtà: da un lato, la fisiologica creazione di eccedenze alimentari per le più svariate ragioni, di cui abbiamo detto sopra. Dall’altro, la mancanza di cibo in tante famiglie. Per cui, noi ci rivolgiamo alle aziende – siano esse industrie, supermercati, centri di distribuzione, agricoltori ecc. – anche tramite accordi nazionali oppure, sempre più spesso, queste aziende cercano noi. A facilitare questo incontro, c’è anche una legge nazionale, cosiddetta Legge Gadda, che incentiva la lotta allo spreco mediante vantaggi fiscali e burocratici.

Consigli per evitare lo spreco alimentare nella vita quotidiana?
Di tecniche “antispreco” ne esistono molte. Sicuramente, una buona programmazione settimanale dei pasti familiari aiuta a non vivere alla giornata, così la capacità di resistere alla tentazione di acquistare cibo in più, solo perché magari è in offerta. Infine, sapere che c’è tanta gente, anche fra di noi, che non ha da mangiare a sufficienza ogni giorno, sicuramente rappresenta un ottimo deterrente contro un uso improprio del cibo.

Come si può sostenere il vostro lavoro?
Ci sono vari modi, ma sicuramente tre sono le strade principali.
Le aziende del settore agroalimentare o della distribuzione possono contattarci per sapere come fare a donare le loro eccedenze. Si può fare una donazione economica, completamente deducibile. Oppure, si può donare del tempo mettendosi a disposizione come volontario nella nostra sede a Pescara.

 

Le foto sono ci sono state inviate dall'Ufficio Stampa del Banco Alimentare Abruzzo che ringraziamo per la collaborazione.

 

Pagina 1 di 16